ESC 2026 – Prima semifinale, i pronostici

É il giorno della prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 e, dopo avere seguito ieri sera la seconda prova generale dalla sala stampa online, arrivo come da tradizione a mettere nero su bianco le mie personali previsioni e qualche giudizio sparso sulla serata.

La prima cosa da tenere a mente è che quest’anno (finalmente, mi verrebbe da dire!) le giurie tornano a votare anche in semifinale. Non è un dettaglio da poco, perché restituisce peso specifico alle performance vocali viste ieri sera e dovrebbe contribuire a produrre risultati meno randomici e, per quanto possibile, più “giusti” rispetto alle ultime edizioni – o quantomeno rendere più difficile qualificarsi solo grazie a una combinazione favorevole di diaspora, vicini, amici degli amici e televoto mobilitato in blocco. Ovviamente ciò non significa che le sorprese siano impossibili, ma il loro ritorno cambia inevitabilmente il modo in cui va letta questa semifinale rispetto a quelle di Liverpool, Malmö e Basilea.

Lo show, nel complesso, mi è piaciuto solo in parte. Victoria funziona molto bene come host: è precisa, espressiva, ha un ottimo inglese e buca la camera con naturalezza. Michael invece mi convince meno: sembra occupare quel ruolo abbastanza tipico del conduttore uomo “comico” del Melodifestivalen, quello il cui scopo principale è essere un po’ weird, goffo e costantemente preso per il culo dalla scrittura e dagli altri sul palco (ogni riferimento a Hampus Nessvold è ovviamente del tutto casuale). Non è disastroso, per carità, ma mi sembra molto più costruito e molto meno divertente di quanto servirebbe.

La parte dell’attesa delle qualificazioni, poi, è davvero lunga e sfiancante. C’è un Eurovision-Quiz fra due coppie di commentatori che dura tantissimo e che ho trovato abbastanza inutile, seguito da un interval act costruito sulla differenza fra Austria e Australia, con ospite Go-Jo (rappresentante australiano del 2025) a cui viene concesso uno spazio francamente enorme, soprattutto considerando che parliamo di un non qualificato dell’anno passato. In generale, la scrittura dello show sembra una versione un po’ sanificata della classica scuola svedese: ritmo, battute, siparietti, interazioni col pubblico, ma senza quegli inside joke più taglienti o piccanti che in passato rendevano questo tipo di impostazione molto più brillante. Alcune battute cadono un po’ nel nulla e il risultato finale l’ho trovato molto “germanico” nel senso più stereotipico del termine: pulito, ordinato, dignitoso ma anche trattenuto. L’Austria si sente parecchio nella composizione visiva della green room, nei richiami al Prater, ai caffè viennesi e a un certo immaginario elegante e turistico della città. Per ora uno spettacolo IMHO non all’altezza delle celebrazioni e dei festeggiamenti per quello che dovrebbe essere il giubileo di 70 anni di Eurovision.

Resta poi il solito tema, che diventa ogni anno più evidente: una semifinale con sole 15 canzoni è davvero poca cosa. Ne verranno eliminate cinque, ma guardando il livello medio del gruppo viene da pensare che se ne potrebbero fare fuori tranquillamente anche di più senza particolari rimpianti. È svilente per il ruolo stesso della semifinale, perché abbassa troppo l’asticella e costringe la produzione ad allungare il brodo con segmenti di raccordo e interval act interminabili, quando il minutaggio delle canzoni resta quello e il numero di concorrenti continua a essere ridotto all’osso. Spero davvero che, una volta superata questa fase politicamente sfiancante della storia recente dell’ESC, si possa tornare sopra quota 40 nazioni e a semifinali da 18/19 canzoni ciascuna. Non solo per avere più varietà e più rappresentanza, ma anche per restituire valore al passaggio in finale ed evitare che basti davvero il minimo sindacale (e a volte anche meno) per centrare un posto fra le fortunate del sabato sera.

Fatta questa premessa, come vuole la tradizione vado a chiamare le mie dieci qualificate, con relative percentuali di passaggio del turno.

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1. 🇬🇷 Grecia (100%)

C’erano diverse perplessità sullo staging, ma le prove di ieri – quando sono stati finalmente svelati tutti i segreti di Fatima e i relativi vasi di Pandora – le hanno dissipate quasi del tutto. È un numero molto complesso, con Akylas che attraversa diversi scenari accompagnato da tre “personaggi” riconducibili alla tradizione greca: una nonnina, una statua ellenica e un uomo completamente dipinto d’oro. Sicuramente funziona più per la televisione che per l’arena, e questo può spiegare il terzo posto nel tradizionale sondaggio del pubblico del jury show dietro alla diretta competitor Moldavia e alla Finlandia.

Resta però una potenziale candidata alla vittoria dell’intero contest, anche perché Akylas (a differenza di molti crazyparty act venuti prima di lui) canta e rappa veramente benissimo, praticamente come nella versione studio. Il mio unico timore semmai è che il pacchetto sia quasi troppo perfetto e pulito per risultare davvero credibile come joke entry, un po’ come accaduto ai KAJ l’anno scorso.

2. 🇫🇮 Finlandia (100%)

Su Liekinheitin è già stato detto tutto il dicibile in questo articolo di @escbetting, quindi non voglio ripetermi eccessivamente. È sicuramente in corsa per arrivare nelle primissime posizioni, ma continuo a pensare che sia sopravvalutata in ottica vittoria: un po’ perché fanwank: in primis perché la bolla è innamorata dell’idea che come gli anni scorsi quest’anno debba vincere il favorito delle giurie, e in secundis perché ha deciso che la Finlandia possa vincere le giurie, fare particolarmente bene col televoto o entrambe le cose.

Detto questo, ieri sera a me è piaciuta. La trovo una proposta epica, costruita su una tensione emotiva fra Pete e Linda che reputo credibile, e non escludo nemmeno che possa vincere questa semifinale: ci sono poche canzoni che le giurie dovrebbero apprezzare in blocco e, al contrario, tantissimi televote magnets che potrebbero pestarsi i piedi a vicenda. In finale mi aspetto che questo equilibrio venga sovvertito, ma per stasera è senza dubbio una delle pochissime qualificate blindate.

Resto comunque convinto dei miei priors: l’unica strada verso la vittoria finlandese è un plebiscito di giurie stile Nemo/Loreen. Se la vittoria non arrivasse in questo modo, e soprattutto se la Finlandia dovesse superare i 200 punti di televoto in finale, mi porterò nella tomba l’idea che sia stata la “furbata” del violino live a spingerla oltre la linea del traguardo.

. 🇮🇱 Israele (100%)

Ovviamente qualsiasi discussione su Israele prescinde dalla bravura innegabile dell’interprete e dalla forza della canzone. Israele è di nuovo un tema centrale in questa settimana anche per via dell’articolo pubblicato ieri dal New York Times, ripreso da diversi media internazionali, secondo cui negli ultimi anni lo Stato israeliano avrebbe investito oltre un milione di dollari in una campagna coordinata attorno all’Eurovision come strumento di soft power e mobilitazione del voto. E sappiamo benissimo che ogni nuovo articolo di questo tipo e ogni rilancio sulla stampa generalista finisce per tenere Israele al centro della conversazione.

Metto comunque per iscritto una cosa: finché la situazione rimane questa, continuo a pensare che Israele non possa vincere l’Eurovision. Ci sarà sempre almeno una canzone capace di fregarli con una combinazione più alta di giurie e televoto, soprattutto se i giurati li terranno a distanza di sicurezza dalle prime posizioni. Penso anche che, rispetto a quanto scrivevo nei mesi scorsi, Israele non sia necessariamente servita benissimo dal portare una canzone che non rimanda in modo chiaro e diretto alla guerra o al trauma collettivo degli ultimi anni. Yuval e Eden avevano raccolto un supporto enorme anche da persone che empatizzavano con loro come figure: la prima perché sopravvissuta al 7 ottobre, la seconda perché fischiata neanche fossimo alla Corrida. Quest’anno la narrazione mi sembra meno forte, e quindi boh. Finale sicura, vittoria molto meno.

4. 🇲🇩 Moldavia (100%)

Non ho mai capito davvero perché la Moldavia fosse considerata da tutti una candidata alla top5 quando è stata scelta a gennaio e poi, piano piano, sia stata dimenticata lungo la strada. Per me resta un act fortissimo, caciarone, sicuramente non da giurie in senso tradizionale, ma messo in scena molto bene e sostenuto da Satoshi che ha un carisma enorme.

Il cameo di Aliona Moon col vestito del 2013 farà contenti gli eurofan, ma il punto vero è un altro: il risultato nell’audience poll, vinto con quasi il doppio dei voti rispetto al secondo posto, suggerisce che questa proposta possa avere un riscontro di pubblico molto forte. Potrebbe pestare i piedi a Grecia e Italia più di quanto il mercato stia considerando: passerà tranquillissimamente e va tenuta d’occhio anche in prospettiva vittoria e tutti i mercati secondari della finale.

5. 🇭🇷 Croazia (95%)

Loro sono brave, la proposta tocca quella nicchia di voto che all’Eurovision risponde sempre bene alle proposte più etniche, tradizionali e identitarie, e la performance ha un suo senso. All’inizio lascia un po’ interdetti, ci mette parecchio a partire, però gli ultimi 30 secondi sono visivamente molto forti e danno finalmente a tutto il pacchetto un punto di arrivo chiaro.

In più la Croazia ha molto supporto in questa semifinale grazie alla presenza di Serbia e Montenegro fra i votanti, e secondo me pescherà anche altrove, giurie incluse. Non la vedo come una minaccia per la parte altissima della finale, ma il passaggio del turno mi sembra davvero molto probabile.

6. 🇷🇸 Serbia (90%)

La Serbia fa sfoggio di una delle regole auree dell’ESC contemporaneo: essere divisivi e seguire una corsia con un’identità forte paga quasi sempre. Il metal all’Eurovision ha storicamente trovato spazio e da quella posizione in chiusura di semifinale potrebbero anche fare sfracelli, tanto più che la performance segue tutti gli stilemi classici del genere ed è molto valida.

Certo, il pubblico casual potrebbe inorridire davanti alla parte screamo (che a tratti pure io trovo inascoltabile, lo ammetto) ma sappiamo tutti come all’Eurovision non valga il concetto del “votare contro” qualcuno: basta che i fan del metal si mobilitino e vedi come la Serbia può grattare tranquillamente una top5 di televoto. Faranno più fatica tra i giurati, questo sì, ma il percorso mi sembra abbastanza simile a Ungheria 2018 o Islanda 2019: act poco jury-friendly ma con un supporto di televoto abbastanza forte da superare la semifinale senza nemmeno sudare troppo.

7. 🇸🇪 Svezia (85%)

È dalla finale del Melodifestivalen che vedo un destino tragico nel futuro di Felicia. Io le voglio bene e credo in questa proposta, ma c’è sempre qualcosa che non mi convince del tutto e mi fa pensare che prima o poi possa schiantarsi contro la realtà dei fatti: una donna che si presenta in modo aggressivo, non perfettamente conforme ai canoni estetici più rassicuranti, con il tema della mascherina già abbondantemente sviscerato e dentro uno scenario dark/rosso/nero cupo e aggressivo potrebbe semplicemente non piacere all’Europa.

D’altra parte, come dice da mesi il mio migliore amico Pablo (e ha tutta la ragione di questo mondo) “you feel a tragic destiny is in the cards for everyone”. E in effetti, per quanto ci abbia provato in tutti i modi, non riesco a far quadrare coi numeri la possibilità di una non qualificazione di Felicia – anche venisse totalmente blankata da Israele per i suoi commenti contro la loro partecipazione. La performance non ha lo stesso impatto di quella vista al Mello e arriva molto presto nello show, però credo che anche nella peggiore delle ipotesi dovrebbe fare abbastanza per entrare nella top10 del televoto. E questo alla fine dei conti le basta, anche perché dalle giurie prenderà da tanto a tantissimo.

8. 🇵🇱 Polonia (75%)

Faccio ammenda: prima dell’inizio di questa settimana non davo un centesimo alle chance della Polonia, ma dopo averla vista mi sono ricreduto parecchio. L’ho rivalutata tantissimo e ora penso che possa andare in finale senza particolari problemi.

TVP ha fatto un grandissimo lavoro nel pensare a una messa in scena memorabile ma non distraente, e il grosso lo fa comunque Alicja con una performance vocale superlativa, probabilmente la migliore di tutta la semifinale e che sarà apprezzatissima dalle giurie. Il quarto posto nell’audience poll non mi ha sorpreso, anzi indica che anche al pubblico casual questa cosa arriva eccome. Ennesima dimostrazione di come una performance giusta possa elevare una canzone data per morta.

9. 🇵🇹 Portogallo (60%)

Ho scritto mille volte perché non sono contento di questa partecipazione del Portogallo e perché credo che, dopo averla sfangata in tutte le salse dal 2021 a oggi, forse una finale mancata non gli farebbe nemmeno così male. Detto questo, per me anche quest’anno potrebbero essere dentro. Hanno scelto la corsia del “music is not fireworks” tanto cara a Salvador Sobral — e abbiamo visto che esiste una nicchia di mercato che vive per quella cosa, la stessa che ha fatto in parte la fortuna di Lucio Corsi l’anno scorso — e hanno deciso di giocarsela fino in fondo in quel senso. La performance è molto lenta, con camera shot lunghissimi, dinamica sanremese, sapore da ESC anni ’60/’70, e proprio per questo risalta in mezzo a tanti “circhi”.

C’è un pubblico tradizionalista (se non proprio reazionario) che vuole il ritorno a quel tipo di Eurovision e aborre fuochi artificiali, locura e impalcature assortite. In questa semifinale, poi, il Portogallo prenderà punti dalle giurie anche solo di default, semplicemente cantando bene e offrendo qualcosa di diverso. Non escludo affatto che passino con doppia top10 fra giurie e televoto.

10. 🇱🇹 Lituania (50%)

La performance di Lion Ceccah è molto scura, cupa, e sicuramente divisiva. C’è chi la troverà creepy, chi pretenziosa; io non ci leggo chissà quale grande pretesa artistica, ma è innegabile che lui sia un personaggio memorabile con quella testa pelata dipinta d’argento e un’immagine che farà parlare parecchio nei watching party.

Ci sta pure che raccolga poco al televoto, e ci sono diversi segnali che puntano in quella direzione. Però questa corsa al decimo posto si gioca un po’ per esclusione, e fra tutte le borderline mi sembra ancora quella con un’identità più riconoscibile. L’ultimo pass lo vedo sostanzialmente come una sfida fra loro e…

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11. 🇸🇲 San Marino (45%)

Esatto, per me San Marino ha una chance concreta di passaggio del turno, per quanto resti l’act più indecifrabile di questa semifinale. È una performance estremamente camp, kitsch, che richiama un Eurovision di vent’anni fa o più e colpirà soprattutto il pubblico omosessuale dai 45 anni in su; però è anche vero che ci hanno investito UN SACCO di soldi e quindi, nel bene o nel male, il suo effetto lo fa.

Il punto focale è chiaramente la presenza di Boy George, usato a tutti gli effetti come gimmick. Non è accreditato a inizio canzone (in grafica compare semplicemente “Senhit – Superstar”) e quando entra per il suo breve cameo viene annunciato da Senhit con una verve come se fosse disceso dal cielo la reincarnazione di Michael Jackson. Io non metto in dubbio la forza comunicativa e la fama del personaggio Boy George, ma è un dato di fatto che se i commentatori non lo menzionano prima dell’inizio dell’esibizione, la maggioranza del pubblico under 30 potrebbe non sapere chi sia e non riconoscerlo proprio.

Detto questo, è un act con alto potenziale WTF – in senso buono. È ridiculous nel senso inglese del termine, e può puntare a un voto ubriaco/troll considerevole, quello che all’ESC abbiamo già visto esprimersi in casi tipo Serhat 2019, oltre a qualcosina qua e là sfruttando la fama pregressa di Boy George. Resta però un’operazione che non mi piace e un eventuale passaggio del turno non aggiungerebbe nulla alla legacy di San Marino, se non l’ennesima conferma che possono fare bene solo puntando sul “purché se ne parli”. E secondo me non è così, possono ambire a molto di più e con molta più dignità.

12. 🇧🇪 Belgio (35%)

A me l’esibizione è anche piaciuta: molto slick in senso buono, giocata su effetti di luce particolari sul LED e su un’alternanza di colori caldi e freddi che le dà una sua identità. Il problema è che arriva dopo la pubblicità e soprattutto Essyla è tanto algida quanto poco incisiva come performer, non ha risolto del tutto i problemi che avevamo paventato nelle prime uscite e in generale il brano in sè non è così memorabile per distinguersi abbastanza in un gruppo di quindici.

Non riesco davvero a immaginare il televoto piazzarla nelle prime dieci, quindi dovranno necessariamente salvarla le giurie. Possibile, ma non abbastanza probabile da farmela chiamare dentro.

13. 🇲🇪 Montenegro (30%)

Purtroppo, come temevo, la fessa atomica regina reggente contessa principessa dea dell’Olimpo cavallerizza amazzone forgiata nel fuoco di mille battaglie si è in realtà squagliata nel jury show di ieri sera, complice una performance vocale non all’altezza e una coreografia che non mi ha convinto per nulla.

Credo che il pubblico la troverà esageratamente aggressiva e sguaiata, e temo lo stesso valga per i giurati. Il confronto con la Svezia non regge proprio – nel senso del classico “eh ma se questa la portasse la Svezia sarebbe dentro” che ho letto in diversi luoghi – perché la Svezia questi numeri li sa mettere in scena in modo super, mentre qui la performance sa davvero un po’ di povero e pensato male. E anche l’audience poll, composto in maggioranza da fan, non l’ha apprezzata abbastanza da metterla nei primi dieci. Rischia l’ennesima eliminazione per RTCG malgrado un sorteggio che più favorevole non si poteva, inserita nella stessa semifinale delle “amiche” Croazia e Serbia.

14. 🇪🇪 Estonia (20%)

Mi spiace, perché sono stato uno dei pochi a supportare questa candidatura fin da subito, ma non ho trovato ciò che ho visto ieri sera all’altezza di un posto in finale. Vocalmente non mi hanno spettinato né Lenna né Kerli (anzi) e tutto l’act sa davvero un po’ da rock per signore un po’ avanti con gli anni che vogliono ancora sentirsi ribelli, più che una proposta davvero potente, moderna e trascinante.

Manca quella componente epica e cool che avrebbe dovuto essere alla base di un numero del genere. Prenderanno qualche punticino dai Paesi in cui le Vanilla Ninja erano popolari negli anni ’00, tipo la Germania, e probabilmente si fermeranno lì.

15. 🇬🇪 Georgia (15%)

Le chance della Georgia erano già colate a picco nel corso dell’ultimo mese, passando da qualificati quasi certi a 50/50 a più fuori che dentro, e adesso praticamente sull’orlo del baratro. Dopo ieri sera, secondo me hanno perso anche l’ultimo residuo di possibilità e rischiano di finire ultimi assoluti.

La messa in scena li fa uscire davvero male: non cantano bene, le armonie vocali non sono all’altezza, la coreografia è brutta e spesso li vede scoordinati poco a tempo, gli outfit cozzano tantissimo con lo sfondo LED blu elettrico che si mangia tutto soprattutto negli shot in campo largo. Peccato, perché il nome era anche buono da sfruttare in chiave ESC e un minimo di effetto nostalgia poteva esserci; semplicemente, se la sono giocata malissimo.

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